giovedì 8 luglio 2010

Balle di treno


Si confonde il grano col vestito tuo

che buttato sul fondo di un vagone

dice che la relazione non sta nel nome,

non sta nel nome mai.

Nel soprannome piuttosto.

Ed è vero, sai?

Chiara è soltanto un battesimo, ma Sushi ci mette in contatto.

Ti cito:

ti regalo l'ascolto che t'avevo prestato avvolto bene in carta di stima.

(Conosci modo migliore per omaggiare?)

E mentre ti cito, il treno su cui non viaggi arresta il suo moto in rettilinea uniforme:

Poggio.

(Chi? Che cosa?)

Rusco.

Ferma in una frase minima e sgrammaticata,

penso che spesso aggiusti anche il corso dei miei pensieri e i mali di ieri non ci son più.

Che Dioniso ti curi gola e cuore e il luppolo cacci il dolore

lo spinga lontano, lontano da te.

Se il Cristianesimo finisse, avrei più santi cui appellarmi

invece invoco il mito e la critica del giudizio:

Pink Moon è meraviglioso, i Verdena no.

Per Funeral aspetterò la prossima presa elettrica.

Il tutto in un binomio d'ore su quel treno estivo che sa di sudore,

che va oltre l'Emilia e anticipa te.

Graffiano i papaveri il grano.

Graffiano i papaveri invano.

Ti dispiace davvero se ti lascio la mano?



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