Si sporge dal cornicione della vasca
una bolla del mio ultimo shampoo.
Scivola,
mi giro e guardo in basso:
faccio appena in tempo a vederla morire.
Non la salvo perché ti riflette
col viso rotto dalla penombra
di un enorme elefante di tenebre
- grave passato -
Se ci ripenso
però
eri bellissimo
mentre mi salvavi dalla castità con un sorriso
e consolavi un campo di fiori offesi
da un sole che
gli aveva voltato le spalle
e suonavi le grancasse di fieno
(per salmodiare l'amore di tutti i muri del centro)
e cercavi di aggiustarmi il timpano con un bacio
e io piangevo
ché c'era sicuramente qualcosa che non avrei saputo fare per te.
La destra punta il fohn alla tempia
freddando l'unica ragione che credevo di non avere.
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