mercoledì 10 novembre 2010

Panic'ho


In una riga di Balzac

nel lusso inesorabile e tetro di una camera che dovrebbe conoscere

eppure inquieta

tra gli oggetti del giorno

alterati in silenzi asfissianti

piantati in gola

infiniti


Nella notte spalancata

nel pianto sensibile e pesto di un corpo che dovrebbe dormire

eppure veglia

tra le palpebre fatiscenti

perse in castighi volontari

brulicanti nei palmi

inauditi


Svegliarsi così:

assediati dal Sé

senza polmoni

con sette Gorgoni

anche la luce, infatti, appartiene agli spettri






0 commenti: